 One More Lie
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| « Oh... » Davanti alla reazione dell'uomo, il prete aggrottò la fronte e tornò ad immergere il capo nel libro, avvicinandolo di moltissimo agli occhi tanto era scritto in piccolo. Accanto a lui Gaunt dava segno di impazienza, mentre il colosso che era il suo secondo in comando grugnì qualcosa di incomprensibile e si grattava distrattamente le natiche, molto poco interessato alla situazione.
« Problemi? Che cosa ha detto? » La voce ferma e imperiosa del Commissario non riuscì a smuovere più di tanto il prete ayatani dal libro che continuava a studiare, tant'è che rispose distrattamente e nulla più. « No, no, al contrario. Credo che abbia appena detto il suo nome. » « "Credo", Zweil? » Il prete sospirò. « Questo è un libro di preghiere e sermoni, Ibram. Hai mai provato ad esprimerti in una lingua sconosciuta utilizzando soltanto le parole contenute in delle preghiere? Conosco a memoria ogni singolo verso contenuto in questo libro, ma non è facile riuscire a risalire alle singole parole. Con un po' di calma e di tempo, però, dovrei riuscire ad ottenere qualcosa e farmi capire dal signor Hanerin qui presente. » In tutto l'accampamento, il prete era forse il solo a chiamare Gaunt con il suo nome di battesimo ed a permettersi risposte così franche e dirette, arrivando al punto di intimare lui velatamente di tacere come appena fatto. Il Commissario però non solo tollerava quel comportamento, ma addirittura sorrise vagamente posando una pacca amichevole sulla spalla del prete.
« Capisco che ci vorrà del tempo. Ne avrete a volontà per capirvi durante la marcia. A breve smontiamo il campo, domattina alle prime luci ci muoviamo. » « Spero almeno che eviteremo di sottrarre sostentamenti a famiglie di disperati, Commissario. » « Di disperati ce ne sono quasi tremila, là fuori. » e si rivolse all'uomo dalla barba ispida e dalle braccia che sembravano tronchi d'albero, calcandosi al contempo il copricapo con l'Aquila Imperiale. « Molto bene, Colm, lasciamo da solo Ayatani. Abbiamo del lavoro » « viene a prendere un sorso di sacra* con i ragazzi del Primo*, Commissario? » Si informò l'uomo con aria neutra, al che Gaunt sorrise « Perché no? Fa dannatamente freddo in questo posto. » A quelle parole l'uomo annuì divertito. « Feth* mi porti se non è maledettamente vero. »
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Evidentemente interessato da quell'extramondo di nome Hamelin spuntato dal nulla, il prete Ayatani iniziò lentamente a cercare di comprendere la lingua dell'uomo, usando come stele di Rosetta il suo vangelo e i vari appunti che vi aveva segnato. Era un uomo ovviamente portato per le lingue come tutti i preti Ayatani, tuttavia ugualmente l'operazione non fu facile e per certi versi fu frustrante. Diverse ore della sera furono dedicate ai vari e dapprima estremamente goffi tentativi di scambiare parole, poi lentamente ma costantemente la dedizione del religioso ebbe la meglio sul muro linguistico. Il sole era tramontato da diverse ore standard quando l'attendente di Gaunt, Beltayn, entrò nella tenda dell'alto ufficiale con due piatti di una zuppa dal contenuto non meglio identificato terribilmente annacquata dal sapore orrendo e due bicchieri di acqua calda zuccherata. Dopodiché Hamelin venne portato con Zweil in una comune dove alloggiavano almeno trecento Tanith, dove venne praticamente ignorato. Zweil raccolse confessioni e diresse una sommaria preghiera durante la quale vennero recitate diverse litanie di fede. « Anche in un momento così difficile tenete alti gli sguardi, perché non camminiamo da soli in questa landa desolata. L'Imperatore protegge. Sempre. » E con quelle parole rinfrancanti nel cuore i soldati si coricarono quando l'alba distava circa sette ore standard.
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Il suono lamentoso e tetro di cornamuse intervallato da secchi suoni di tromba annunciarono le prime luci. I tremila del tanith first uscirono dalle tende iniziando le operazioni di smontaggio già inizializzate la sera prima. In capo ad un'ora e mezzo dove c'era un campo militare era rimasto soltanto uno spiazzo libero dalla neve e la colonna di soldati iniziò la marcia. Hamelin venne collocato fra i soldati del Primo, a poca distanza da Corbec che si mostrava un ufficiale atipico, giacché borbottava quelle che in qualsiasi lingua fossero erano inequivocabilmente battute di spirito, riuscendo a scatenare sporadiche scene di ilarità nei suoi uomini. Zweil fece ancora diversi tentativi per ampliare il suo vocabolario sulla lingua di Hamelin, ottenendo qualche risultato. Il resto fu solo marcia nella neve, infine la steppa vera e propria che sembrava non finire mai. I soldati intonavano canti dai toni piuttosto lugubri, e stavano ancora cantando quando una voce dalla testa del gruppo abbaiò una trafila di parole eccitate indicando l'orizzonte. Diversi uomini lanciarono grida identificabili come di giubilo quando davanti alla colonna di soldati comparve una città in piena regola, con mura e strade e case in pietra.
« Per grazia concessa del Divino Imperatore dall'alto del suo Trono d'Oro, fratello Hanerin. » Intonò il prete con aria solenne ed un sorriso caldo in volto parlando fluentemente la lingua di Hamelin. La colonna venne fatta fermare a pochi chilometri dalle mura ed un gruppo nutrito con in testa Gaunt stesso, con al fianco diversi uomini fra cui Corbec, un ufficiale alto e possente dalla pelle scura, un gigante di due metri e trenta dall'aria gioviale, un uomo sulla sessantina che spiccava su tutti per non portare armi, ed infine un uomo basso e dal fascino sinistro che in qualche modo incomprensibile ricordava da vicino un rettile. L'attesa divenne palpabile nell'aria mentre il Tanith First attendeva...
Nota per chiarezza: essendo l'ecclesiarchia Imperiale volta principalmente alla diffusione della religione dell'Imperatore-Dio del genere umano su vari mondi, anche su quelli più arretrati, è probabile che il libro che sta usando Zweil sia una sorta di vangelo su cui sono tradotte in diverse lingue i principali sermoni della religione Imperiale.
*Sacra: se non si fosse capito è una sorta di Whisky di bassa qualità
*Primo: intende il Primo plotone, di cui Corbec è al comando
*Feth: qualora non fosse chiaro è una sorta di imprecazione. Alcuni Tanith usano invece "Gak", in tal caso sono quasi sicuramente nativi di Verghast e non di Tanith, la valenza delle due parole è comunque analoga.
Lascio ovviamente ad Axel tutta la libertà possibile circa gli argomenti di cui hanno discusso Hamelin e Zweil, anche se nemmeno a dirlo si deve tener conto delle difficoltà linguistiche, quindi presumibilmente i discorsi non sono andati molto oltre le presentazioni e qualche cenno circa l'arrivo e la provenienza del Tanith, con l'ovvia domanda "da dove vieni?", che sarà la prima cosa che Zweil cercherà di capire appena avrà un minimo di padronanza sulla lingua.
Nel prossimo giro interverrà anche Drusilia, il cui personaggio si trova in un punto a sua scelta del villaggio nelle cui prossimità si trova il Tanith First. Le lascio piena libertà nel descrivere la città che è un borgo di dimensioni relativamente ridotte di 6-7.000 anime. I turni sono comunque liberi. Once I pledged to my own heart that I'd save you from the whirlpool of grief you've drowned in If the unyielding gears that move time forward should rust, I won't be able to return; I hate this world

I want to break everything apart, but I still can't go anywhere, because of my memories. All I could do was hold tight to the time when I was happy, and carve the distant sound of the footsteps of dreams into my heart. |