 L i a R
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| best, you've got to be the best you've got to change the world and you use this chance to be heard your time is now!
Ragazzine. Puah! A quest’età dovrebbero restare in casa a guardare i tizi in costume stampati su qualche giornalino o andare in giro a battere per lui, ma di certo non dovevano trovarsi in circonferenze in metallo a menar fendenti al primo che passa. Soprattutto se quel qualcuno era lui. Quasi gli ripugnava l’idea di affrontare realmente qualcuno... Un popolano, un indegno. Ogni sconfitta contro gente del genere era solo una concessione o un eccesso di sicurezza, ma di certo la poppante, così come gli spettatori, così come il cronista, non meritavano la sua presenza. Gli insani sacrifici di chi può permettersi di guardare gli altri come insetti partono sempre dal momento stesso in cui essi scendono al livello più basso lasciando a tutti la credenza errata che vi sia una speranza. Che loro possano riuscire anche solo a toccarlo. Non capivano che avrebbero dovuto ringraziare di respirare anche solo la sua stessa aria. Non era morto certo cinque volte solo per lasciarsi trascinare sul fondo del barile. E quella bambina, era così ingenua, avventata... Sentire aprirsi la sua carne dopo il passaggio del suo tridente, si, quello sarebbe stato piacevole. L’avrebbe gustato come si fa con un bicchiere di whiskey con ghiaccio in una notte d’inverno. Una visione del genere ti riscalda l’anima. Quando lei scattò, lui chiuse gli occhi, sornione. Quando li riaprì, sapeva già cosa fare. La ragazza donò al suo corpo ed ai suoi movimenti uno scatto impressionante, superiore a quello di tanti altri che aveva avuto occasione di osservare e fronteggiare. Decise di regolarsi di conseguenza. Sul suo occhio destro ormai tinto di rosso, il simbolo di un quattro orientale appeso all’iride. L’apertura del Regno Degli Umani. La mente che penetra la realtà. Era in una fase di studio. Non sapeva ancora misure e peso della piccola pecorella che lo affrontava, quindi optò per una mossa più generale e diretta. Dinanzi a sé, un velo di cristallo parto della semplice volontà del Decimo, comparve invisibile, intercettando i movimenti assassini della lama. Sentì ogni vibrazione, il fragore della furia omicida. Lo eccitava, ma non tanto da permettergli di perdere il controllo. Non smise mai di sorridere.
 «Miss, la inviterei a non essere così avventata. In quest’arena s’affrontano ogni giorno bestie di ogni genere ed altrettante ne muoiono. Sarebbe un affronto alla loro memoria decedere in maniera così stupida.» La lama concluse il suo movimento. Lo stridio che compiva contro lo specchio psionico svanì con esso. Un peccato, gli piaceva. Aveva lo stesso suono della vittoria. Riaprì gli occhi ancora una volta, con un sorriso ancora più grande, ed un nuovo simbolo. Il quinto regno dava ora il benvenuto a Don Mukuro, il mondo dei Semidei, dove si supera ogni limite umano. Puah, umani... La mente che raggiunge la mente. Sollevò il palmo aperto in direzione della sua avversaria, chiudendola nella sua trappola. Le sue onde mentali l’avrebbero raggiunta e colpita lì dove vive il suo sistema nervoso, agendo su di esso come fanno i fili su di una marionetta. Non sapeva ancora quale fosse la paura più profonda della ragazzina, ma nel giro di pochi secondi potrebbe dire di conoscerla meglio di chiunque altri. In pochi attimi l’avrebbe intrappolata nel suo piccolo mondo di incubi e pagliacci tristi, dove non c’è speranza di fuga se non la morte. Ed in quel momento sarebbe stato lui a muoversi. Un guizzo, ed avrebbe affondato, stringendolo saldamente a due mani, il tridente nel corpo inerme della ragazza. Le tre lame avrebbero agito in orizzontale, puntando a polmoni e, perché no, anche il cuore. In fondo, la gente era lì per vedere il sangue. Il sangue faceva presa sul pubblico, quello stesso pubblico che avrebbe dovuto ammirarlo ed avere paura di lui. Poi avrebbe fatto leva con il suo corpo, sfruttando la sua posizione di vantaggio dovuta alla sua altezza di poco superiore. Il braccio sinistro, più avanti, avrebbe fatto leva verso il basso, mentre quello destro, più arretrato sull’asta dell’arma, avrebbe spinto verso l’alto, lacerando così il ventre della ragazza. Una festa rosso sangue, così come piaceva a lui, con fuochi d’artificio fatti di rabbia nascosta dietro un sorriso. CITAZIONE Status »» Perfetto. Energie »» 80%
Armi »» T r i d e n t e L'acciaio scende in un lungo bastone, raggiungendo i due metri di lunghezza. Un piccolo capolavoro in artigianale metallo disposto lungo un unico asse, simmetrico nella sua perfezione. Spezzati nella loro forma e di circa trenta centimetri di lunghezza, tre spuntoni formano il tridente completandone l'aspetto. Perfettamente intarsiati lungo la linea che li congiunge all'asta centrale, taglienti al pari delle migliori lame, possono lacerare al semplice passaggio. Divina congiunzione tra arte e sangue, in grado di tagliare a trecentosessanta gradi oltre che limitarsi a perforare, rappresentano un'arma di indubbia utilità nella sua semplicità. Il bastone è rivestito da una lega metallica particolare che ne aumenta la resistenza, in modo da poter reggere tranquillamente l'impatto di una lama di pregiata fattura.
Tecniche »» D i l e m m a D e l l a P e r f e z i o n e Limitatamente ad un area sferica di raggio pari a tre metri, Il Decimo può strutturare l'energia psionica in modo da lasciarle assumere fattezze solide. Visibili come storpiature nello spazio, in trasparenza, riflessi, possono avere le forme più disparate e tendere a permanere nella posizione prescelta, pena il fratturarsi fino a piegarsi. Utile per realizzare perfette difese a fil d'epidermide od ad una relativa distanza, plasmare apparenti strutture d'offesa o qualsiasi idea soggiunga al caster nel momento opportuno. Variabile // 1 Turno [Medio]
H e x a k o s i o i h e x e k o n t a h e x a f o b i a Tramite la propria appercezione psionica, il Decimo ottiene la possibilità di penetrare la mente nemica, lasciando dietro di sé solo l'immagine di una visione. Colui che sarà colpito da questa tecnica vedrà realizzarsi sotto i suoi occhi la sua paura inconscia più temuta, abbandonandosi ad uno stato di estraniazione. Nulla disarma un uomo più della sua stessa paura. Machiavellica operazione d'annullamento, senza le adeguate difese anche i più coraggiosi crollano dinanzi il piacere del terrore. Anche una volta ritornato alla realtà, la vittima continuerà a sentire su di sé il peso del trauma, dallo stress all'estraniazione, nel caso la psicologia della vittima lo consenta. Medio // 2 Turni
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S e T M e F R e e B e C a u S e H e a V e N 'S a L i e

Black Illusion Is all I ever see Black Illusion I bring you misery x |