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Katsu! Group: AlfieriPosts: 4702 Status:  | |
| La Regina Mio del clan degli Aranwë siede sulla poltrona della stanza azzurra che da sulla vallata dinanzi a sé. Accavalla le gambe sottili e sospira, dopo aver poggiato il viso sul dorso della destra. Stringe con forza la lettera che ha nell’altra mano, accartocciando la pergamena fra la propria candida pelle. «Nikhita?» «Sì, mia signora?» Una donna non troppo avanti con gli anni le si fa vicina con grande leggerezza nonostante dall’aspetto si noti il suo fisico da guerriera: il braccio sinistro, scoperto, è ben tornito e robusto così come gli addominali messi in evidenza dalla stoffa trasparente della sua casacca. Il seno è coperto da del cuoio, così come il basso ventre e le gambe, fasciate, poi, anche dello stesso tessuto trasparente che carezza il resto della pelle. «Non voglio tornare ancora a Sequerus.» «Lo so, ma quella nave potrebbe essere nemica.» «Ci penserà Akiyuki. Io voglio restare qui.» Questo “qui” è il Maniero della Dama Azzurra, nella Valle di Chediya, nel Presidio Est. La signora del Presidio Ovest si trova qui per un incontro diplomatico, ancora in corso per un certo senso. Ma la piccola principessa che non dimostra più delle sue sedici primavere, ama sentire il caldo sole sulle sue lentiggini, camminare a piedi nudi sui bellissimi prati che circondano i palazzi da sogno, giocare coi suoi golem sotto l’ombra di quelle torri altissime nate da mani elfiche… perché Sequerus è solo terra rossa e responsabilità, preoccupazioni, carte da firmare, capi delle Nove Famiglie Nobili da sentire. Ma Sequerus è anche Akiyuki, il suo guerriero, l’uomo che lei adora come una padre e che sta lasciando solo da troppo tempo. «Ho deciso» inizia la ragazzina, mentre con la forza del pensiero fa levitare la pergamena in alto, la stira e la legge nuovamente con gli occhi. «Ho deciso» riprende «che andrò a quest’incontro con lady Kalia Menethil, poi ci saluteremo e io tornerò a casa». «Credo sia la cosa più giusta, signora…» «Lo credi davvero, Nikhita degli Svalinn?» lo sguardo di Mio si fa duro per un attimo, cercando sul serio una risposta nella donna che le fa da dama di compagnia. Questa capisce il peso della propria parola. China il capo, poi lo rialza e con voce sicura e ferma annuisce: «E’ quello che deve fare una Reggente di Sequerus. Ci saranno decine di Kalia, centinaia di nobili scontenti, migliaia di macchine impazzite, ma ci sarà sempre una e una sola Sequerus: voi siete abbastanza intelligente da capirlo e abbastanza forte da accettarlo, signorina». Mio si scosta una ciocca castana dal viso rivelando i suoi splendidi occhi verdi. «Vado a parlare con Kalia, allora.»È bene che il Samurai, anche quando è sul punto di essere decapitato, conservi l'abilità di compiere un'ulteriore azione senza incertezze. Se saprà tramutarsi in un fantasma vendicatore e mostrare grande determinazione, benché privato della testa, egli non morirà. (Hagakure)  Satsuma Han no Shimazu |
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