 ...Cherish...
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| Il paesaggio tutto intorno a loro si ripeteva monotono già da diverse ore, facendo mostra -in una successione d’ordine sparso- di nuvole, cumuli, nebbie, sprazzi di cielo, e scampoli della terraferma dei continenti sottostanti.
L’Alfiere d’Oriente e quello d’Occidente erano partite con tempestività non appena ricevuta la missiva di Rivenore, e avevano impiegato relativamente poco per raggiungere Garwec a cavallo; il cielo sempre nero dell’altopiano e perennemente squarciato da fulmini guizzanti era reso ancora più fosco dall’incombere della notte, ma -se non altro- aveva costituito una condizione ottimale per mostrare alla piccola Mio le illuminazioni artificiali della città, le cupole a supermagnetismo che li proteggevano dalla pioggia -e anche dal freddo-, e le slanciate architetture di metallo e cemento.
...tutti i benefici che la tecnologia sapeva apportare alla vita in quei luoghi, dove un’esistenza serena era stata resa possibile per tante persone solo dopo aver domato con l’intelletto le più violente forze della natura.
Sebbene l’ora del loro arrivo era stata serale, un momento in cui sarebbe facile immaginare la gente ritirarsi alla propria dimora e stringersi attorno al focolare, le strade della città di Codec -capoluogo di quella zona, più simile ad una metropoli- erano disinvoltamente affollate di persone di ogni età, tutte intente a passeggiare e divertirsi, chi con gli amici, chi con la famiglia...
Per evitare bagni di folla che vi facessero perdere tempo, Kalia aveva alzato il cappuccio del suo mantello da viaggio sulla testa per non essere riconosciuta, e aveva richiesto alle guardie del Gateway la massima discrezione e solerzia nel condurvi al Castello degli Scienziati. ... e sebbene le sarebbe piaciuto molto poter permettere alla Principessa dell’Ovest una visita approfondita dell’enorme complesso in cui aveva sede il reparto di ricerca del suo presidio, la Dama Azzurra sapeva che non c’era tempo.
L’ora era tarda, ma nonostante questo, in quella struttura c’era chi lavorava ancora, e per quanto non fosse quella la persona che la Signora di Lordaeron stesse cercando, il nipote del capo-ricercatore era stato ben contento di offrirsi al posto del nonno e accogliere la richiesta del suo Alfiere...
Chase Stein prometteva grandi cose davvero: a dispetto della giovane età, era già diventato uno dei più brillanti tecnici ed esperti del settore. -se non addirittura il più brillante dai tempi della sua ultima visita- La sua grande curiosità, il suo carattere spigliato -a tratti ribelle- e la sua acuta intelligenza gli avevano reso facile specializzarsi in più campi e crearsi al contempo un solido entourage di amici, disposto a seguirlo come equipaggio nella traversata senza proteste nonostante l’improvvisata, l’ora tarda e praticamente nessun preavviso.
Il giovane tecnocrate era stato ben felice di poter far sfoggio di Selever, il suo gioiellino, il suo orgoglio, un progetto personale.

Aveva radunato la sua ciurma in quattro e quattr’otto, e i preparativi necessari a staccarsi dal suolo erano stati effettuati in tempo un’ora. Un vero record... specie considerando l’accortezza con cui si era premurato di badare anche alle persone, facendo allestire cabine di tutto rispetto per le signore sue passeggere. La traversata era stata tranquilla, rapida e serena; per alcuni più piacevole che per altri, a giudicare da come Chase non perdesse occasione per cercare di impressionare Mio non appena Nikhita girava le spalle, guardava altrove, o era semplicemente troppo distante per redarguirlo a bruciapelo sul momento. Non per niente -come si è detto- era un ragazzo intelligente.
Erano arrivati insieme all’alba, finalmente in vista della fortezza volante. e mentre i passeggeri si erano radunati nella sala di controllo, circondati dagli schermi parietali che davano l’impressione di stare in piedi nel cielo azzurro -senza naturalmente i disagi del caso, quali il freddo e il vento che ti spettina-, il pilota si era messo allegramente a contrattare con non-sapeva-chi del castello per richiedere il permesso di atterraggio.
Il giovane non aveva assolutamente idea dell’identità di chi gli avesse risposto dall’altra parte, -per quanto esordire con “Ehilà, del castello! Buongiorno! Stiamo per atterrare, non abbiamo cattive intenzioni e abbiamo fanciulle a bordo: se ci faceste la galanteria di non spararci addosso, mi impegno ad offrirvi la colazione!” potesse sembrare una richiesta...- ma fatto stava che, adesso, il Selever avesse già iniziato la sua discesa verso il pinnacolo.
Non aveva bisogno né di rampe né di troppo spazio: perfetto per i parcheggi a risparmio di posto... Questione di istanti, e i due Alfieri sarebbero sbarcate.Chiedo scusa a Moloch & Aeon se non li ho ancora considerati, ma mi ero già dilungata troppo e non volevo appesantire ancora T_T Spero ci sarà occasione al prossimo giro é_è/ Ron-Ron, continua tu!  
E' bello, vero, quando un bimbo ti offre un fiore in segno d'Affetto...? E' così difficile tornare al candore e alla semplicità di un tempo?
Ma sì, forse è meglio Mentire...
In me there's still a Place that fulfils Me A sanctity here that I call home, I run to When winter descends If I try, can I find solid ground...?

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